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“La bellezza non può essere interrogata, regna per diritto divino” diceva Oscar Wilde oltre un secolo fa, e come dare torto allo scrittore inglese se pensiamo a quanto sia importante e quanto, quotidianamente, ognuno di noi è dedito al culto della bellezza.
La bellezza è qualcosa che ricerchiamo costantemente, in ciò che è attorno o lontano da noi: labellezza che si nasconde in un capo di abbigliamento, la bellezza di un corpo o di un viso, la bellezzadi un gesto, di un comportamento o di un modo di essere.
Capita, però, che la bellezza a volte giochi brutti scherzi, mostrando quello che è il suo lato oscuro, l’illusione, come ha spiegato la fotografa Gracie Hagen con il suo progetto Illusions of the body, nel quale, attraverso una serie di scatti fotografici, mostra come, nello stesso contesto, con le stesse luci e le medesime modelle, l’immagine finale cambia quando il corpo assume posizioni differenti, infatti le stesse modelle un attimo prima appaiono bellissime e perfette, ma basta solo un altro scatto per renderle meno piacevoli.
Tale progetto, spiega la creatrice, nasce per affrontare la tematica dello stereotipo della bellezza che ogni giorno ci propongono i media e, di conseguenza, l’idea di bellezza che siamo abituati a vedere e a desiderare.

Un sondaggio fatto da una famosa agenzia di comunicazione statunitense infatti, ha dimostrato come, tra i giovani americani in età compresa tra 15 e 30 anni, ben l’82% abbiamo come modello di bellezzauna star della televisione, del cinema o della musica.

Bellezza ed illusione, quindi, sono le due facce della stessa medaglia.

In realtà, tutto ciò che rappresenta la bellezza o il brutto è racchiuso in noi, nella nostra soggettività e nei diversi modi di percepire la realtà che ci circonda.

Tutti gli esseri umani raccolgono informazioni sul mondo esterno attraverso l’utilizzo dei cinque sensi (vista, udito, tatto, gusto e olfatto), i quali inviano tutti i dati al cervello, che li elabora.

In PNL i cinque sensi vengono codificati in tre canali rappresentazionali: visivo, auditivo e cinestesico. Il canale visivo è quello che utilizza prevalentemente gli occhi e il senso delle vista, quello uditivo le orecchie e l’udito, il cinestesico tutti gli altri sensi.

Le informazioni che arrivano al nostro cervello vengono quindi elaborate, non prima di essere sottoposte ad un primo filtro, che è rappresentato dai valori e dalle convinzioni personali, gli elementi che danno significato alla realtà che ci circonda.

I valori rappresentano le cose che contano per noi, che ci motivano e ci forniscono la ragione delle nostre azioni, le convinzioni, invece, sono le considerazioni che abbiamo delle nostre esperienze passate e rappresentano la certezza di una realtà che percepiamo come verità.

Queste due categorie, che rientrano nei livelli logici elaborati da Dilts, generano una rappresentazione del flusso di informazioni percepito che viene a sua volta sottoposto ad un ultimo livello di “filtraggio”, rappresentato dalle operazioni di cancellazione, distorsione e generalizzazione che il nostro cervello mette in atto in maniera autonoma per dare conferma, o meno, delle informazioni ottenute, modificando il nostro comportamento in relazione alla situazione data.

Canali rappresentazionali, valori, credenze, cancellazioni, distorsioni e generalizzazioni: superati questi step avremo finalmente la nostra personale mappa, la rappresentazione della realtà esterna che, però, è soltanto un modo per descrivere quello che realmente c’è fuori di noi, infatti uno degli assiomi alla base della PNL è proprio quello che recita “la mappa non è il territorio”.
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